Per provare la separazione delle impostazioni crea prima il file e aggiungi un alias innocuo:
mkdir -p "$HOME/.config/bash"
printf '%s\n' "alias saluto='printf buongiorno\\n'" >> "$HOME/.config/bash/custom.sh"Per separare le personalizzazioni di Bash puoi richiamare un file da ~/.bashrc:
if [ -r "$HOME/.config/bash/custom.sh" ]; then
. "$HOME/.config/bash/custom.sh"
fiIl punto è il comando source: esegue il file nella shell corrente, quindi alias, funzioni e variabili restano disponibili. Il file non deve essere eseguibile, ma leggibile. La directory e il file vanno creati prima.
Importa soltanto file sotto il tuo controllo: un file sincronizzato o condiviso può eseguire comandi a ogni avvio della shell. Non salvare segreti in un file condiviso. ~/.bashrc riguarda tipicamente Bash interattivo non-login; Zsh e altre shell hanno file e regole propri.
Attiva e verifica
Inserisci il blocco di inclusione una sola volta in ~/.bashrc. Controlla la sintassi con bash -n ~/.config/bash/custom.sh, apri un nuovo terminale Bash e usa type saluto: deve indicare l’alias definito. Per annullare la prova rimuovi quell’alias dal file e apri una nuova shell.